Terzo Tempo: il rugby anche per i più pigri

Terzo Tempo è un gioco edito da itAlea.




Vi abbiamo già parlato di questa realtà editoriale basata per lo più nel veronese.
Questo è il loro primo titolo che vi proponiamo, sul quale l’editore ha organizzato anche una serata qualche venerdì fa.
Terzo Tempo è un titolo che permette ai giocatori di sfidarsi in una partita di rugby stando seduti al tavolo.
Anche se non avete mai seguito una partita, il concetto di terzo tempo (o after-match party) è abbastanza noto e si vuole estenderlo ad altri sports.
Chi è troppo stanco, anche per giocare a rugby da tavolo, ci può aspettare negli spogliatoi alle conclusioni.

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Terzo Tempo
itAlea

Per 2 giocatori. Età12+

Durata: 20 minuti
Costo: 15 eur


Materiale compatto adatto allo scopo

Terzo Tempo si presenta in una scatola rettangolare delle dimensioni corrette per contenere due mazzi di carte.
Oltre a loro, troviamo anche una plancetta pieghevole in due che rappresenta un campo da rugby, dove un segnalino a forma di palla ovale si mette a centrocampo ad inizio partita.
Un blocchetto serve da tabellino segnapunti durante la partita.
Le carte sono i giocatori della propria squadra di rugby, con l’immagine di un’azione di gioco e delle caratteristiche a cui è associato un valore numerico.
Le scritte sono in inglese, ma sono singole parole, quindi il gioco è adatto anche ai non anglofoni.
Il regolamento invece è sia in italiano che in inglese.

Partita in corso al Volpe Giocosa Stadium

Partita in corso al Volpe Giocosa Stadium

E’ necessario conoscere il regolamento del rugby?

Ni. Nel senso che conoscerlo sicuramente aiuta. E’ anche vero che giocando al gioco stesso, conoscendo a mala pena il concetto ci si può giocare.
Abbiamo notato che proprio giocandoci si può apprendere di più su questo sport. Questo potrebbe essere un indizio sulla “qualità simulativa” di questo titolo.

Le carte a disposizione. Qualche scritta in inglese, ma niente di complesso

Le carte a disposizione.
Qualche scritta in inglese, ma niente di complesso

Il gioco in breve

Squadre con diverse capacità

Terzo Tempo vuole simulare una partita di rugby.
All’inizio si sceglie il “livello di forza” del proprio team, disponibili in fasce dalla A alla Z. Questo permette di simulare le capacità della squadra che si vuole dirigere.
E’ chiaro che gli All Blacks, la nota nazionale neozelandese, abbia giocatori più abili di quelli di una squadra di provincia.
Composto il mazzo si mette la palla ovale a centro campo e s’inizia la partita.

Confronto del 2 di attacco contro 1 in difesa: il rosso avanza di uno spazio

Confronto del 2 di attacco contro 1 in difesa: il rosso avanza di uno spazio

Simulazione di una partita

La partita, come nella realtà, inizia con un giocatore che calcia la palla e la squadra avversaria che tenta di riceverla.
Terzo Tempo simula quest’aspetto, dopodiché il giocatore con la palla guida il turno/azione.
Sta a lui, e alla posizione che la palla ovale occupa sul campo, scegliere quale azioni intraprendere.
L’azione base è quella che di “giocare alla mano”. Per i non esperti, significa correre verso la meta passandosi la palla quando necessario.
Nel gioco questo aspetto è simulato dalla contrapposizione della carta dell’attaccante con quella del difensore.
In base alla differenza in punteggio, un tabellino riassuntivo indica di quanto avanza o arretra la palla sul campo.
Questo è solo un aspetto, perché è possibile anche si commetta un fallo o si dia principio ad una mischia.
Si crea così tutta una rete di possibilità, chiara ai giocatori di rugby, ma che deve essere un po’ digerita dai profani.

Tutto si incastra alla perfezione

Tutto si incastra alla perfezione

Diverse possibilità

Il “gioco alla mano” è solo una possibilità. Il giocatore messo alle strette può calciare via la palla, cercando di guadagnare preziosi metri.
E’ possibile, se vicino alla meta, provare un drop, ovvero di calciare la palla tra i pali. Questo comporta punti, anche se in numero minore rispetto ad una meta.
C’è anche tutta una serie di casistiche per gestire le punizioni, con cui bisogna prendere un po’ di familiarità.
Diciamo che dopo un paio di partite, comunque si può essere già competitivi.

Materiale scaricabile

itAlea mette a disposizione il regolamento di Terzo Tempo sul suo sito internet. Trovate anche la storia di Terzo Tempo e di come l’autore si sia rotto un ginocchio mentre imparava i rudimenti di questo sport.
Come dicevamo, il gioco simula alquanto bene una partita di rugby. Per fare questo offre un ventaglio di possibilità davvero ampio (fra cui anche la gestione del morale della squadra).
Se doveste avere delle difficoltà, Volpe Giocosa offre il suo foglio riassuntivo.
E’ solo indicativo e sappiamo fin d’ora che farà storcere la bocca sia agli amanti del rugby che ai puristi dei giochi da tavolo. Scusateci in partenza.

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In conclusione

Storia dei giochi di rugby

Terzo Tempo è un gioco di sport a tema rugby. Esistono diverse versioni di questo sport per competizioni al tavolino.
Una delle più celebri versioni deriva dal Subbuteo.
Mai pubblicata in Italia, probabilmente perché all’epoca lo sport aveva preso poco piede da noi, fu invetata dall’autore di Terzo Tempo, proprio derivando il Subbuteo nostrano.
Su BGG si trovano diverse versioni di giochi su questo tema. Leggendo il parere degli utenti, si nota come queste versioni o siano troppo complesse oppure scontentino l’esperto del rugby.
E’ sempre un duro lavoro buttarsi su un gioco a tema sportivo.

Un titolo altamente torneabile

Le partite durano poco, cosicché in una serata, con più copie alla mano, si riesce a svolgere un torneo.
Interessante la possibilità di mettere insieme squadre con potenziale diverso, che possono essere usate anche per simulare il divario in casa e trasferta della resa delle squadre.
Accadrà così che la squadretta si porrà obiettivi diversi rispetto alla testa di serie, gioendo per obiettivi anche più magri.
Aldilà di ciò, può essere anche un metodo per fare in modo di colmare il divario di abilità fra due giocatori.

La parola all’esperto

Il gioco, fatto giocare da specialisti di rugby, ci conferma il corretto utilizzo di terminologia e di rappresentatività del gioco di una partita reale di rugby.
Per i non addetti ai lavori, la terminologia va un po’ digerita e toccherà giocare con il regolamento alla mano per alcune partite.
Interessante la possibilità, che l’editore ci fa intravedere, di personalizzare la propria squadra con immagini personali (ad esempio dei compagni di squadra, per giocatori di rugby sia la tavolo che sull’erba).

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