Nuove scoperte ludiche a Saqqara: la parola a Historygames.it

Come sapete ci piace molto il binomio giochi da tavolo e storia. Ecco perchè vogliamo parlarvi dell’ultimo ritrovamento avvenuto a Saqqara.


Tempo di lettura 5 minuti

Ci è sempre piaciuto andare “oltre la scatola”.
Ne è una prova le lettura del libro di Parlett e Bell e a breve vi proporremmo Giocare nel Medioevo. I giochi da tavolo fra XIII e XIV secolo, Aiep Editore.
Cio sono poi i due giochi (fino ad ora!) che abbiamo presentato di Historygames.it: Senet e Tabula.
Abbiamo ricontattato i ragazzi di questo progetto, che avevamo intervistato in passato, e in particolare abbiamo chiesto a Monica delle informazioni.
E’ lei infatti la nostra archeoludologa di fiducia.
Vediamo cosa ci dice.

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Cosa è Historygames.it

Historygames.it nasce dalla passione di Monica e Gualtiero per la storia. Sul loro sito si presentano meglio di quanto possiamo fare noi.
Il loro progetto è quello di riprodurre, c’è da dire molto fedelmente, giochi da tavolo del passato.
Si parte da Babilonia fino al Medioevo.
La ricostruzione non è solo nel regolamento, ma anche nei materiali e nella grafica.
Nascono così opere di assoluto pregio, grazie al lavoro di artigianato di Gualtiero.
Sue anche le riproduzioni non di giochi “interi”, ma anche di parti come turricula (con clienti anche importanti e istituzionali) e astragali (qui un loro video).

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Il lavoro di Monica

Se Gualtiero produce materialmente il gioco, Monica lo progetta.
O meglio, li ricostruisce.
Si perchè a Monica spetta il lavoro di ricercare sui testi il regolamento dei vari giochi, mettendo insieme un regolamento quanto più vicino a quello reale.
Non è facile, ma Monica, oltre ad essere un appassionata, ha proprio una laurea in questo campo.
Ecco perchè questa novità su Saqqara ci ha ha fatto pensare subito a lei, che ci ha fornito la testimonianza che potete leggere in queste righe.
Con Gualtiero cerca anche di inserirsi nel circuito della formazione per proporre, sia a formatori che studenti, un metodo diverso per approcciarsi alla scuola.
Se “metodologie alternative” sono ben viste all’estero, si veda l’esperienza di The Fall of The King di Top Hat, trovano invece qualche resistenza a casa nostra, nonostante il bagagliaio storico del nostro Paese, che ha dato anche i natali a illustri pedagogiste.
Vi consigliamo davvero di contattarli.

Irving Leonard Finkel è noto per avere ricostruito il regolamento del Gioco Reale di Ur, che in qualche modo è imparentato con questa storia

Il ritrovamento a Saqqara

Avevamo visto qualche giorno fa, sul profilo Facebook di Spartaco Albertarelli, che non necessita presentazioni, un ritrovamento fatto a Saqqara.
Probabilmente questo nome dice poco ai non appassionati di storia, che invece conosceranno Giza, situata 20 km a nord, laddove si possono visitare le Piramidi.
Saqqara è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità il 10 Aprile del 1979 all’interno dell’area delle necropoli di Menfi e della piana delle piramidi da Giza a Dahshur.
Il ritrovamento di questi giorni ha davvero del sorprendente, sia per la quantità che per lo stato di conservazione dei reperti.

Cosa è stato trovato

Gli archeologi hanno portato alla luce dei pozzi funerari, a una profondità compresa tra 10 e 12 metri, 54 sarcofagi di legno.
Molti di questi sono databili tra il 1570 a.C. e il 1069 a.C. circa.
Sarebbero i primi sarcofagi risalenti al Nuovo Regno ad essere ritrovati a Saqqara.
Insieme ai sarcofagi sono stati trovati anche molti reperti eccezionali come statue, maschere, barche di legno e un’ascia.
Molti sono rimasti anche colpiti da un papiro lungo circa cinque metri contenente il 17 ° capitolo del Libro dei Morti.
Per il nostro discorso, può essere utile riportare come sia stato trovato vasellame proveniente da un po’ tutto il bacino orientale del Mediterraneo.
Che gli Egizi importassero solo vasi?


Al minuto 2:00 viene inquadrato un tavoliere

Non basta il Libro dei Morti per una serena vita nell’aldilà

Fino a qui niente di strano. Nel senso, ok, forse l’ennesima tomba dei faraoni.
Eh no.
Per la gioia di studiosi come Monica sono stati ritrovati anche dei tavolieri di gioco.
I giochi, noti come Senet e Gioco delle 20 Caselle, venivano collocati nelle tombe in modo che i morti potessero giocare nell’aldilà.
Vincendo la partita potevano raggiungere i Campi dei Giunchi (Aaru), la residenza dei defunti o “paradiso dell’antico Egitto”.
Serviva superare anche altre prove, come la pesatura del cuore.
Di questo aspetto religioso di Senet avevamo parlato già nell’articolo relativo a questo gioco.
La pesatura del cuore, da confrontare con una piuma, è una meccanica chiave di Pharaon, invece.

20 square game Oriental Institute, legno, Nuovo Regno, 18-19 dinastia ca. 1550-1070

20 square game Oriental Institute, legno, Nuovo Regno, 18-19 dinastia ca. 1550-1070

Qualcosa di particolare

Questi tavolieri, come già detto, sono stati già trovati in passato.
Questa volta troviamo però qualcosa di davvero speciale.
Vi è infatti un singolare Gioco delle 20 Caselle con il nome del giocatore inciso che, a differenza dei normali tavolieri costituiti da 20 caselle, ne riporta 35.
Va cioè a costituire un gioco doppio.
Molto presumibilmente era un tavoliere per 4 giocatori e il percorso prevedeva sempre 20 caselle di gioco.
Che il proprietario avesse comprato fatto un particolare pledge su Kickstarter? Chi può dirlo.

Il Gioco delle 20 Caselle trovato a Saqqara. Una versione per 4 giocatori?

Il Gioco delle 20 Caselle trovato a Saqqara. Una versione per 4 giocatori?

Cos’è il Gioco delle 20 Caselle

C’è un po’ di confusione fra Senet e Gioco Reale di Ur. Monica ci ha fatto un po’ di chiarezza.
Il “gioco delle 20 caselle” deve il suo nome moderno al fatto che è costituito appunto da 20 caselle e non si conosce il suo nome originale.
Fu molto popolare in Egitto, visti i numerosi ritrovamenti nelle tombe. La sua origine però resta incerta.
Forse, dato che in una tomba viene chiamato Aseb, parola non egiziana, il gioco proviene dal Medio Oriente o dal continente indiano.
Inoltre in questi luoghi sono stati ritrovati molti altri esemplari.
Sono stati rinvenuti anche tavolieri incisi su pietra ed ancora in legno ma con intarsi in avorio.
E’ stato sicuramente uno dei giochi da tavolo più popolari nell’antico Vicino Oriente dalla metà del terzo alla metà del primo millennio a.C.
Si tratta quindi di uno dei giochi da tavolo conosciuti più antico, diffusosi anche in Egitto con forme peculiari.

Tavola Reale di Ur (credit: British Museum 2600 BC)

Tavola Reale di Ur (credit: British Museum 2600 BC)

Come si gioca

In Egitto il gioco è stato trovato spesso inciso in scatole di legno che riportavano il gioco della Senet sul lato opposto e contenevano al proprio interno i dadi ed i pezzi di gioco.
Data la forma del tavoliere si pensa che sia “imparentato” sia con la Senet che con la Tavola Reale di Ur (ecco che torna la storia del vasellame visto all’inizio).
Solitamente le pedine, che in totale sono 5, vanno mosse lungo un percorso differente per i due giocatori, seguendo lo schema sottostante che prevede una casella di uscita unica dopo aver percorso insieme la linea centrale.

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Logica standard del gioco

Ogni quarta casella è contrassegnata da una rosetta o da un altro simbolo o iscrizione. Queste caselle speciali sembrano aver avuto la funzione di campi fortunati nei quali un pezzo fosse al sicuro dalla cattura o era data al giocatore la possibilità di un altro lancio.

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Nel tavoliere di Saqqara ritroviamo dei geroglifici ogni quattro caselle nella linea centrale e nella linea di uscita.
Presumibilmente vi erano anche nelle linee dei rispettivi campi anche se non sono leggibili per noi allo stato attuale.
Secondo la nostra interpretazione i 4 giocatori seguivano lo schema di percorso sottostante, andando a confluire tutti sulla medesima casella d’uscita.

Possibile logica dietro la versione trovata recentemente a Saqqara

Possibile logica dietro la versione trovata recentemente a Saqqara

In conclusione

Il ritrovamento di Saqqara è sicuramente un evento di una valenza storica indubbia.
Noi abbiamo ovviamente posto l’accento sul binomio gioco da tavolo-storia, come accaduto altre volte.
Sicuramente Monica di Historygames.it è un’autorità in questo campo.
Per noi ha preparato la quasi totalità di questo articolo, soprattutto dal punto di vista tecnico.
Vista l’eccezionalità dell’avvenimento History Games ha pensato di realizzare una versione da 4 giocatori in pelle proprio come questa per dare la possibilità a chiunque voglia cimentarsi di provare l’ebbrezza di giocare come si faceva in Egitto più di 3000 anni fa.

Monica lavora su alcuni reperti (credit: historygames.it)

In realtà Monica ci ha anticipato anche altre cose, ma stiamo parlando di una studiosa seria: datele il tempo di accertare le fonti e poi ci risentiamo.

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