One Card Dungeon: un’anteprima di un gioco davvero minimal

Dopo Cyberdoom Tower, oggi vi presentiamo One Card Dungeon.
Entrambi sono accumunati da far parte della The Blue Collection. Sarà proposto da Little Rocket Games attraverso un Kickstarter.


Tempo di lettura 5 minuti

Come per il gioco cyberpunk che vi abbiamo presentato, la versione di cui parliamo oggi non è definitiva.
Ci siamo limitati a giocare la versione gratuita print & play.
E’ chiaro che il gioco finale sarà diverso, sia in meccanica che in materiali.
L’appuntamento è al dodicesimo livello per le conclusioni.

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Con due foglietti hai fatto un gioco

Fermo restando quanto riportato nell’introduzione, e ciò che ci saranno miglioramenti, a noi il gioco ha già impressionato così.
Il materiale? Due foglietti. O meglio uno, da cui il nome, se volete poi incollarli insieme.
Punto.
Sì, ok, servono anche 12 dadi a 6 facce. Qua e là sul web li troverete di vari colori.
Ne basta solo uno diverso dagli altri in realtà, per ovvi motivi capirete tra poco.

Qua sembrano più carte, ma perché ognuna si gioca ruotandola di 180 gradi, a seconda del livello di dungeon

Qua sembrano più carte, ma perché ognuna si gioca ruotandola di 180 gradi, a seconda del livello di dungeon

Un dungeon davvero minimal

In un vecchio articolo su D&D, se non proprio nel manuale, si dava la definizione di dungeon.
In breve è un qualsiasi luogo che posso dare divertimento.
In maniera più prosaica, è un sotterraneo costruito da più livelli, dove ci sono mostri da sconfiggere.
Ci sono pure tesori in genere, ma non ne troviamo in One Card Dungeon.
Qui ogni carta del gioco si usa per giocare tre livelli (la prima carta, ad esempio, è il 1°, 5° e il 9° livello).
Ogni livello è una griglia 5×5, dove una scala indica il punto su cui posizionare il proprio eroe e dei muri fanno fa ostacoli.
Su alcune “mattonelle” ci sono dei numeri, posizione iniziale dei mostri per quel livello.
Ogni mostro, disegnato in un angolo, ha i suoi punti ferita e le sue caratteristiche.
Sono quattro: Velocità, Attacco, Difesa e Raggio.
Sono le stesse caratteristiche che descrivono il vostro eroe, noto come avventuriero.

Anatomia della singola carta

Anatomia della singola carta

Nessuna scheda del personaggio e nessuna miniatura

In un gioco così minimalista non trovate certo miniature da stampante 3D.
Sinceramente speriamo per certi versi di non trovarne neppure nel Kickstarter.
I dadi sono usati per tenere traccia e aggiornare lo stato di mostri ed eroe (bookkeping).
Se vogliamo, il dado stesso è la miniatura.
All’inizio dell’avventura l’eroe ha un dado col valore 1 segnato per ogni abilità, tranne Raggio dove ha 2.
Chiamiamo che questi sono i Valori Base.
Ad inizio turno lancia tre dadi (fase Energia) e gli abbina alle abilità, escluso Raggio.
La somma del Valore Base più il dado assegnato è il valore dell’Abilità per quel turno.
Muoversi di una casella ortogonalmente costa 2 punti Velocità, in diagonale 3.
Lo stesso vale per il Raggio, nel senso che se hai 2 punti si può solo attaccare un mostro affiancato.
Con 4 punti di Raggio potete permettervi una casella di distanza, ad esempio.

I dadi, qui bianchi, tracciano i valori Base delle Abilità, quelli celesti sono l'energia che migliora quell'abilità per quel turno

I dadi, qui bianchi, tracciano i valori Base delle Abilità, quelli celesti sono l’energia che migliora quell’abilità per quel turno

Le botte si danno e si prendono

Per risolvere un livello bisogna liberare i mostri. Il dado indica sia la posizione che il valore di punti ferita residui.
Lo stesso vale per l’eroe, che parte da 6.
Se il mostro attaccato ha una Difesa minore dell’Attacco dell’eroe per quel turno, perde un Punto Ferita.
A loro volta, quando i mostri attaccheranno, infliggeranno danni con un approccio inverso e leggermente diverso.
L’autore ci tiene a spiegare bene come il giocatore deve muovere i mostri nel loro turno.
Per essere troppo puntiglioso, rischia forse di impicciarsi un po’.
In sintesi i mostri cercheranno l’eroe per gonfiarlo come una zampogna, tenendosi alla massima distanza che il loro Raggio li permette.
C’è anche il concetto di Linea di Vista, ovvero di non avere ostacoli in mezzo quando si attacca, ma è un dettaglio troverete nel regolamento.

Avremmo potuto stampare la carta in modo più grande, come alcuni hanno fatto su Internet. Anche per i dadi potevamo fare meglio. Ma volevamo farvi vedere quanto poca roba basti per fare un gioco, se si ha una buona idea.

Avremmo potuto stampare la carta in modo più grande, come alcuni hanno fatto su Internet. Anche per i dadi potevamo fare meglio. Ma volevamo farvi vedere quanto poca roba basti per fare un gioco, se si ha una buona idea.

Non sottovalutate la tattica

“Ok, lancio qualche dado, un paio di sottrazioni e via..”
Sì, il regolamento, per come lo abbiamo spiegato è questo.
La semplicità del gioco sembra a prima vista non offrire un altro approccio.
Invece vedrete che ragionando un po’ otterrete “punteggi” migliori, dove ci riferiamo al livello dove il vostro eroe morirà. Non siamo infatti riusciti a vedere il 12° livello.
L’ “arena” infatti è molto stretta e si ha la sensazione di fare a cazzotti in una cabina telefonica.
Per come è pensata la gestione dei mostri, questi generalmente stanno in un punto dove vi colpiscono, ma dove voi non arrivate.
Magari vi prendono pure in mezzo e vi menano.
Imparerete a suon di bernoccoli come usare i muri/pilastri in maniera tattica.
Non capiamo perché alcuni utenti di BGG non l’abbiano capito.
Anche chiudersi a riccio e mettere i migliori dadi Energia sulla Difesa non pagherà.
Insomma, c’è da ragionarci.
In particolare ad ogni fine livello si può potenziare una Abilità Base o guarire il proprio eroe.

Tiriamo ad indovinare

Proviamo a fare un gioco con voi.
Fermo restando che quanto riportiamo in questo paragrafo non è neppure una voce di corridoio, figuriamoci se è riconducibile a Little Rocket Games.
Vorremmo semplicemente dire cosa potrebbe essere interessante sviluppare in vista del Kickstarter.
Tutto qua.

Mantenere la semplicità

Partiamo da cosa non vorremmo vedere.
C’è un modo per ottenere un successo quasi matematico con Kickstarter. Rimpinguare la scatola di miniature.
Il costo aumenta vertiginosamente.
Ci piacerebbe invece che One Card Dungeon rimanesse così semplice così vediamo oggi il print & play di “antipasto”.
Ok, si può migliorare grafica e dadini, ma ci piacerebbe che l’anima minimalista del gioco sia mantenuta.

Caratterizzazione dei personaggi

Se qualcosa si vuole sacrificare in termini di semplicità, allora lo faremo nel caratterizzare i singoli eroi.
I giochi di questo tipo, soprattutto con ambientazione fantasy, si basano sul fatto che ogni eroe ha una specializzazione.
Ci sono infatti maghi e guerrieri, per fare un esempio.
Ad esso nel print & play non si vede questo, sebbene qualche thread su BGG riporta questa possibilità.
Potrebbe valerne la pena?

Immagine della The Blue Collection

Immagine della The Blue Collection

In conclusione

Oggi vi presentiamo One Deck Dungeon, di Barny Skinner, è il secondo capitolo di The Blue Collection.
E’ un progetto che Little Rocket Games proporrà a breve, con Giga Mech Games che si occuperà della localizzazione oltre oceano.
Se Cyberdoom Tower è un gioco per 1 o 2 giocatori, One Card Dungeon è un solitario da 30 minuti per avventurarsi nei dungeon (dungeon crawler).
La grafica è sempre quella fatta in una logica “a bassa risoluzione”, per chi non sapesse cosa voglia dire 16 o 8 bit.
Per intenderci si imita quella grafica basilare che c’erano nei videogiochi Anni 80 – 90 a monetine. E’ un po’ lo stile dell’intera serie e qui, come in Cyberdoom Tower è curata da Marco Salogni.
One Card Dungeon si tende a sottovalutarlo. Almeno così abbiamo fatto noi, prendendola secca già dai ragni del 1° livello.
Giocandocela come Muhammad Ali in The Rumble in Jungle siamo arrivati a combattere con l’ogre bicefalo.
Un errore ci ha punito, legato proprio al movimento, fermando la nostra corsa.

Materiale scaricabile

Se pensate di fare meglio di noi, potete scaricare da BGG la versione attuale.
Mmolte delle immagini provengono da questo file.
Come dicevamo nell’introduzione, è un print & play, ovvero possiamo scaricare questa versione preliminare e stamparcela.
Considerando non ha consumabili e due foglietti, è molto facile da avere.
Ripetiamo, non è la definitiva.
Per quella c’è il Kickstarter.

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