Odiare Monopoly: ma perchè?

Monopoly è stato un po’ il primo gioco per tutti, giocatori assidui o no.Per noi di Volpe Giocosa è stata un po’ una scintilla che alla fine ha innescato un processo che ha portato alla creazione di questo blog.
L’averlo riscoperto, infatti, ha suscitato quella curiosità che ci ha portato a esplorare altri titoli e alla voglia, mai sopita, di raccontarci.
Questa è un’altra storia, però.
Oggi parliamo su perché odiare Monopoly. L’articolo è lunghissimo, e magari preferite una sintesi alle conclusioni.

Un gioco odiato dal pubblico esperto

Monopoly è largamente diffuso, circa 250 milioni di copie dalla prima edizione e Hasbro stampa 30 miliardi di dollari in banconote del gioco ogni anno.
Questo significa che a qualcuno piace e piace ancora, a quasi un secolo dall’uscita.
Tuttavia, per chi frequenta gruppi Facebook, segue youtuber o blogger, sa come Monopoly sia odiato e ci sia poco spazio per chi la pensa diversamente.

Un estratto del regolamento di Editrice Giochi

Un estratto del regolamento di Editrice Giochi

Prima di odiare Monopoly bisogna conoscerlo

Molte delle persone che odiano Monopoly lo fanno per partito preso. Questa è la nostra sensazione.
Può anche essere che il loro giudizio, nella migliore delle ipotesi, si basi sul non attenersi fedelmente alle regole del gioco.
Introducono cioè regole personalizzate (house rules) che non fanno altro che peggiorare l’esperienza di gioco.
Se ve lo state chiedendo, sì, è un altro pippone su come Monopoly sia giocato male. Ci siamo ispirati a questo link in lingua inglese.

Qualcuno non si sta divertendo (o forse sì?) (credit: urbo.com)

Qualcuno non si sta divertendo (o forse sì?)
(credit: urbo.com)

Le house rules che rovinano il gioco e fanno odiare Monopoly

Una breve lista delle peggiori house rules con il loro impatto negativo su alcuni aspetti del gioco.

1 – Se arrivi esattamente sul Via ritiri il doppio del denaro che ti spetta

Fortuna, Durata – La cosa non ha alcun senso e aumenta la componente aleatoria del gioco. Inoltre l’immissione di denaro nel gioco, tra l’altro non giustificata, ne dilata i tempi per arrivare alla fine.

2 – Se capiti sulla casella Parcheggio Gratuito ritiri del denaro

Fortuna, Durata – Generalmente c’era l’usanza di mettere i soldi dati alla banca al centro del tabellone, o almeno quelli provenienti dalla Tassa di Lusso. Chi finisce su Parcheggio Gratuito se li porta a casa.
Ecco, in questo modo, come per la House Rule #1, si aumenta l’effetto del caso e si allunga la partita

3 – Se capiti su una proprietà libera, e non l’acquisti, passa il turno

Durata – Chi arriva per primo su una casella libera ha l’opzione di acquisto. Se non la vuole esercitare, la proprietà viene messa all’asta. In questo modo dopo pochi giri di tabellone tutte le proprietà saranno assegnate.

4 – Se non hai liquidità a sufficienza, puoi prendere un prestito dalla Banca o da un altro giocatore

Durata – La meccanica di per sé sarebbe anche carina, ma in questo modo davvero non si finisce mai.
La Banca, da regolamento, fornisce denaro in cambio di ipoteche. Punto.
Anche ad Alta Tensione, se vi manca denaro per comprare una risorsa, non ricorrete ad un prestito.

5 – Bisogna aspettare che tutte le proprietà siano vendute prima di fare scambi oppure nel primo giro non si può comprare

Durata – In questo modo davvero non si riesce a vedere la fine e, se si fa una combo con la House Rule #3, non bastano le vacanze di Natale per chiudere una partita.

6 – Non puoi costruire nel turno degli avversari

Perdita di strategia – Se applicate questa regola, il gioco perde profondità.
In una partita a 6 giocatori vi farete profonde dormite tra un turno e l’altro, mentre se applicate correttamente le regole potreste fare i vostri calcoli per capire se costruire è un’investimento azzardato oppure no.

Nel computo delle regole che rovinano il gioco, non includiamo quelle che sono proprio assurde, che magari un vostro amico usava quando eravate bambini (o forse voi stessi) per fregarvi (big-brother rules).

Queste sono le case disponibili e finisce qui. (credit: imgur.com by elepher)

Queste sono le case disponibili e finisce qui.
(credit: imgur.com by elepher)

Ci sono anche buone regole personalizzate

Comunque alcune “regole della casa” non sono da disdegnare. Ecco alcune:

1 – Se sei in prigione non partecipi a parte della “vita sociale del gioco”

Verso la fine della partita finire in prigione è quasi una fortuna.
Male che vada si paga la multa che, generalmente, è più bassa di quello che si pagherebbe girando per il tabellone, al netto degli incassi attraverso il Via.
Se quando si è in Prigione non si incassano le rendite e/o non si può costruire, il giocatore sarà motivato ad uscirne il prima possibile. Questa regola ci sembra sia già implementata in alcune versioni.

2 – Il primo giocatore che raggiunge un certo valore di denaro contante vince e il gioco termina

Se la durata del Monopoly, regole corrette incluse, è comunque troppo lunga, questa regola taglia di netto il tempo di gioco. Inoltre, il gioco finisce per tutti allo stesso tempo, senza nessuno che si senta isolato.
Forse comporta qualche limitazione alle strategie a lungo termine?

3 – Limitare il numero di case a disposizione in base al numero di giocatori

Non molti tengono in conto che le case del Monopoly sono limitate. Sono solo 32 all’interno della confezione, ma ne potrebbero servire fino a 88.
Non è per tirchieria della Hasbro, c’è un motivo se il numero delle case sono insufficienti.
Fa parte di una delle possibili strategie, quella di impegnare le case, senza mettere alberghi, in modo di non lasciarne disponibili agli altri.
Se poi esce il cartellino degli Imprevisti dove dovete ripararle, allora può essere un guaio.
Comunque, “regolare” il numero di case disponibili a inizio partita può essere uno stimolo interessante.

La versione di Editrice Giochi a cui tutti, crediamo, avete giocato

La versione di Editrice Giochi a cui tutti, crediamo, avete giocato

Differenze fra Monopoly e Monopoli

Vorremmo linkarvi il video di Spartaco Albertarelli dove, ripartendo da un ritrovamento di una copia italiana della prima edizione, ci fa una panoramica su Editrice Giochi e sulla differenza fra gioco italiano e americano.
Questa differenza è andata poi scomparendo nel passaggio da Monopoli e Monopoly.
Spartaco vi spiegherà come il proprietario di Editrice Giochi cercò di introdurre particolarità nel gioco, in modo da proteggere, in qualche modo i diritti d’autore.
Le differenze principali nel regolamento, a nostro avviso, sono due:

  1. Nella  versione Italiana, al momento della preparazione, il denaro disponibile dipende dal numero di giocatori e alcune proprietà sono assegnate casualmente, sebbene bisogna indennizzare la Banca del loro costo.
    Nella versione Americana il denaro disponibile a inizio partita non dipende da quante persone sono sedute al tavolo e si parte senza proprietà.
  2. Nella  versione Italiana, al momento del fallimento di un giocatore, la Banca paga il suo debito al creditore, ritira le proprietà e le mette all’asta.
    Nella versione Americana il creditore prende gli averi del suo debitore e paga comunque il 10% delle ipoteche, qualora non le voglia riscattare.

Sebbene preferiamo la regola americana per il setup iniziale, la versione italiana della gestione del fallimento non è da scartare, salvo per possibili problemi illustrati più avanti.
Qui trovate il regolamento del Monopoli in lire.
In una recente versione c’è una carta Imprevisti dove bisogna lanciare le banconote da 500 e prenderle al volo: da censurare.

Alcune diapositive sulla matematica e Monopoly (credit: Business Insider)

Alcune diapositive sulla matematica e Monopoly (credit: Business Insider)

Un gioco di fortuna? Astenersi maniaci del controllo

Sistema push your luck

Molti vedono nel gioco i dadi e subito pensano a un gioco di pura fortuna (e poi, magari, introducono le regole di loro invenzione che amplificano quest’aspetto). Poi il girare sulle caselle, tipico dei Race Games, ricorda loro il gioco dell’Oca.
Si aprirebbe qui tutta una discussione sul push your luck, ma non siamo così esperti da sostenerla.
E’ comunque quella meccanica che permette al giocatore di “dominare”, o gestire, vedi ad esempio la gestione del rischio, la casualità.
Ne parlammo già nell’articolo su Monopoly, ma anche altri giochi, quali Catan e Flash Point hanno questa caratteristica.
Tornando in tema, leggete quest’articolo e capirete come “addomesticare” la fortuna e forse smetterete di odiare Monopoly per questo.
Capirete che Parco della Vittoria è un po’ come le sirene per Ulisse.

Modelli probabilistici sul guasto di un componente

Modelli probabilistici sul guasto di un componente

La componente casuale nella vita reale

Chi ha a che fare con problemi di economia (vedi contratti swap) oppure ingegneria (si veda RAMS), saprà come la fortuna (o probabilità?) regoli molti fenomeni.
Tra l’altro, eccessiva durata e fortuna sono due elementi in contraddizione, quasi due difetti che in un gioco non possono coesistere, a meno di non mettercisi di impegno.
Per farla semplice, se un tirate due dadi un paio di volte magari qualche numero “strano” può uscire.
Se invece li tirate mille volte, e vi segnate i numeri usciti, troverete una campana centrata sul numero 7.
Leggete quest’articolo sulla regressione alla media.
Per carità, magari non è detto siate costretti a tollerare la componente casuale al vostro tavolo, ma non è un motivo per odiare Monopoly.
Se giocate con un bambino di 8 anni, che può avere difficoltà a capire questi concetti, allora sì, siete in balia degli eventi.

Tom Vasel (credit: The Dice Tower)

Tom Vasel (credit: The Dice Tower)

Cosa non piace a Tom Vasel di The Dice Tower

Dice Tower è un canale gestito da Tom Vasel. E’ considerato, a buon titolo, un guru del nostro hobby.
Vi consigliamo anche di informarvi sulla sua vita privata, perché è molto interessante, con alcune punte di tristezza.

A parte ciò, Tom, a differenza di molti utenti dei vari gruppi, rispetta chi ama Monopoly e ricorda come da bambino gli piacesse, ma crescendo è passato ad altro.
Inoltre, segue le regole per filo e per segno, così da odiare Monopoly in modo onesto. Trovate di seguito un suo video dal suo canale Dice Tower.
Di seguito analizzeremo le osservazione che muove.

Tom Vasel ci spiega perché odia Monopoly

Componenti di scarsa qualità

Giusta osservazione.
Monopoly comunque è, o è diventato, un gioco da supermercato che vuole entrare in tutte le famiglie. Non stiamo parlando di Gloomhaven.
Tuttavia le componenti in legno, almeno per case ed alberghi, erano più carine e la pedina fiasco iconica.
Adesso Hasbro propone pedine in metallo, ma quelle sono carine lo stesso.
Le banconote concordiamo sono davvero cheap. Non è vero che è un difetto di tutte le banconote, infatti quelle di Astoria sono davvero belle.
C’è da dire che scrivendo ad Hasbro, abbiamo ottenuto un set di banconote nuove a titolo gratuito per sostituire quelle vecchie, sciupate dalle ore di gioco.
La grafia dei cartoncini Probabilità e Imprevisti, quella sì, ha preso una virata da videogioco. I classici della Editrice Giochi, anche più robusti, sono preferibili.

Casualità eccessiva

Per Tom si possono amare i dadi, ma non come sono utilizzati in Monopoly.
Secondo la sua opinione, un paio di tiri sfortunati ad inizio partita condannano già la possibilità di vincere.
La cosa ha dei fondamenti di verità.
Nel senso che quest’aspetto è vero sopratutto nei primi turni, dove se finisci nelle “caselle noiose” oppure se paghi subito multe etc, ti senti preso di mira dalla sfortuna.
Per il resto, riprendendo il concetto sopra citato, rimandiamo al nostro articolo sul Monopoly, con l’articolo di Business Insider su come padroneggiare la statistica di Monopoly.

Una delle caselle più dibattute

Una delle caselle più dibattute

Caselle noiose

Se finisci in Prigione, anche solo di passaggio, oppure nel Parcheggio Gratuito, hai perso in pratica un turno. Hai aspettato giocassero gli altri e quando tocca a te, non succede niente di eccitante.
Opinabile, se si seguono le regole corrette.
Infatti, poter costruire anche nel turno degli avversari, in qualche permette di giocare anche nel turno degli avversari, con un abbattimento dei tempi morti.
Inoltre, c’è sempre qualche trattativa da svolgere.
Comunque, finire sul Parcheggio Gratuito e non pagare, può essere comunque un risultato notevole.

Difficoltà nelle trattative

Diventa difficile scambiare le proprietà tra giocatori, o meglio trovare una ragione per farlo.
Seguendo le regole tutto è negoziabile, uscite di prigione gratis comprese. Tuttavia non si possono basare le trattative su promesse future, come ad esempio sconti sulle future pigioni.
Se un giocatore ha due proprietà di un colore e una singola di un altro, e un altro giocatore ha le carte complementari per finire quel colore, allora gli scambi sono semplici.
Effettivamente questo aspetto è più complesso all’aumentare del numero di giocatori, con proprietà più frazionate, o seguendo le regole “all’italiana” con distribuzione casuale a inizio partita.
Gente irragionevole al tavolo complica le cose ancora di più.
Secondo noi intorno alle 4 persone il gioco gira bene, in 6 è un po’ caotico e in 2, seppure a volte avvincente, perde senso nelle trattative.

Curva che indica quando il crollo di divertimento può capitare (credit:.buzzfeed.com)

Curva che indica quando il crollo di divertimento può capitare
(credit:.buzzfeed.com)

Gioco a eliminazione

Problema già presente nel suo cugino Risiko: una volta falliti si è estromessi dal gioco.
Significa stare a guardare gli altri che si divertono.
Parzialmente vero e dipende dal gruppo in cui si gioca.
La nostra esperienza è che chi esce per primo può prendere in mano la Banca oppure, giocare insieme a qualche d’un altro.
Altra possibilità è creare un gruppo di sconfitti che si rilassa con una birra e un po’ di TV nell’attesa finisca la partita.

Leader in fuga

Non espressamente detto da Tom nel video, è una critica comune che si trova in rete.
Quando un giocatore fallisce, il suo creditore prende tutto e si porta in una condizione di vantaggio difficilmente scalzabile (Runaway Leader).
Particolarmente vero nella versione in italiano, non sempre accade in Monopoly “internazionale”.
Quando un giocatore passa le proprietà, deve pagare le percentuali sulle ipoteche.
Magari per costruire ha speso tutto e si trova in difficoltà a pagare la Banca, non avendo così liquidità tale per andare in fuga.
In realtà, una cosa vera, è che all’inizio quando si è tutti alla pari c’è molto fermento, ma poi qualche giocatore intuisce di essere escluso dalla gara per come sta girando la partita.
Effetto molto presente in Risiko, si risente a volte anche in qualche partita di Monopoly.

Coloni di Catan può piacere a chi gioca a Monopoly e, state tranquilli, è odiato anche lui

Coloni di Catan può piacere a chi gioca a Monopoly e, state tranquilli, è odiato anche lui

Le alternative di The Dice Tower

Nella categoria di persone che amano odiare Monopoly, Tom Vasel è una delle persone più serie.
Capisce quindi che Monopoly possa avere caratteristiche tali da piacere e suggerisce titoli dove queste meccaniche sono implementate, secondo lui, con maggiore efficacia.
Eravamo nel 2017, magari adesso cambierebbe opinione modificando la lista alla luce di nuove uscite.
In sintesi:

  • I’m the boss, se amate la negoziazione
  • Acquire, un gioco di gestione del denaro e azioni, semplice e ancora attuale
  • Happy Pigs, dove la gestione della fattoria di animali può ricostruire il flusso monopolio – case – albergo
  • Steam Park ripropone il sistema di costruzione di case e alberghi, addirittura in 3D
  • Burger Boss ci mette alla guida di un fast food, con basi di compravendita
  • I Coloni di Catan è un gioco molto simile per certi aspetti a Monopoly: si costruisce, c’è una componente casuale che va gestita e c’è negoziazione
  • Dice City si concentra molto sul legame lancio del dado, risorse e costruzione
  • Machi Koro riporta il discorso economico in un gioco di carte, dove con denaro si comprano carte
  • Can’t Stop, seppure un gioco interessante, è più lontano da Monopoli dagli altri. Da suggerire se il vostro focus sono i dadi.
  • Century è apprezzato dai giocatori di Monopoly che amano raccogliere risorse e gestire la propria mano di carte. Tuttavia se apprezzate questo di Monopoly, Century è solo un esempio di quanto può offrire oggi il mercato.

Anche in questo articolo, da altra fonte, trovate valide e moderne alternative.

Le pedine in metallo sono carine, ma il fiasco è il fiasco

Le pedine in metallo sono carine, ma il fiasco è il fiasco

In conclusione

Un odio profondo (e insensato?)

Monopoly subisce pesanti critiche da molti gruppi di Internet.
Premettendo che ognuno ha i suoi gusti, odiare Monopoly è lecito, ci mancherebbe. Se poi si fa con rispetto e argomentazioni come fa Tom Vasel, la cosa è più sensata e può dare adito ad un confronto interessante.
Odiare chi ama Monopoly è invece un po’ più antipatico e spesso commenti sarcastici, magari per ottenere un like, sono a tratti anche infantili.
Il gioco da tavolo ha, secondo noi, come aspetto più interessante l’aspetto di giovialità e di inclusività, che un atteggiamento così ostile non favorisce.

Conoscere Monopoly

Prima di dare un giudizio, bisognerebbe conoscere una cosa. In questo caso si tratta di applicare il regolamento, o almeno di leggerlo. Evitate di introdurre “regole della casa” che ottengono l’effetto di peggiorare il gioco negli aspetti che già ritenete più deboli.

Fortuna contro casualità

Bisogna avere chiaro cosa sia la fortuna. Noi in Volpe Giocosa non abbiamo la definizione così chiara, preferendo il termine casualità. Abbiamo visto già nell’articolo originale su Monopoly come la matematica possa darci delle indicazioni su come gestire il caso.

In sintesi

Monopoly può piacere o no e sicuramente negli ultimi 100 anni, magari negli ultimi 20 in particolare, sono uscite delle novità.
Tom Vasel lo paragona un po’ a Mc Donald. Non è il migliore dei ristoranti forse, ma può piacere.
In Volpe Giocosa Alta Tensione lo abbiamo consunto, tra l’altro con le banconote del Monopoly.
Anche la Divina Commedia magari è datata, ma può dire ancora qualcosa.

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