Inca Empire – The Card Game: diventare il più influente governatore della regione

Inca Empire – The Card Game è un gioco di DPH Games che ci porta sulle Ande, in epoca precolombiana.

Questo gioco di carte di Alan D. Ernstein è qui riportato come anteprima visto che molti negozi italiani si devono ancora rifornire.
Tuttavia questo gioco è già pronto dopo la campagna Kickstarter conclusasi verso l’inizio dell’estate.
Il gioco è solo in lingua inglese, al momento. Riportiamo i nomi originali con una nostra traduzione all’interno dell’articolo.
Venite con noi nell’America pre-colombiana oppure vediamoci direttamente nella capitale Cuzco per le conclusioni.

pic5445144Inca Empire – The Card Game
DPH Games

Da 2 a 5 giocatori. Età 13+

Durata: 60-90 minuti
Costo: 25 dollari americani (20 eur)


Molto più materiale di quello che ci si aspetta da un gioco di carte…

Una scatola di 21.5 cm x 16.5 cm con una vista del Machu Picchu sul coperchio.
Così si presenta Inca Empire – The Card Game.
All’interno trovate un sacco di segnalini, in modo che ogni giocatore abbia un set di quadratini da 15 mm.
Sono i segnalini Fama (Fame) e Strada ( Road) di colore diverso per ciascun partecipante al gioco, fronte-retro.
Segnalini comuni sono invece quelli per le Restrizione Stradale (Road Restriction).
Quattro i mazzi di carte. Uno è quello degli Obiettivi (Goal) mentre per ogni turno si usa un mazzo Era diverso
Sono in tutto quattro.
All’interno di ciascun mazzo ci sono carte di diverso tipo.
Le più importanti sono le Carte Città (City Cards) e le Carte Colca (edifici per immagazzinare risorse).
Gli Accordi Commerciali (Trade Agreement) e Forza Lavoro Addizionale (Extra Workforce) le vedremo nel corso dell’articolo.

Segnalini fronte-retro per ogni giocatore

Segnalini fronte-retro per ogni giocatore

…che non è un gioco di carte in senso stretto

Caro Giocatore Inesperto, quando pensi al un gioco di carte il tuo pensiero va a Jaipur, Coloretto o Saboteur.
Inca Empire –  The Card Game è un gioco di carte alla Targi, nel senso che le carte sono solo il mezzo per costruire un tabellone.
Questo tabellone virtuale cresce turno per turno, con un mazzo ciascuno alla 7 Wonders.
Il risultato è un gioco strategico dove ogni giocatore è un Apu, una sorta di governatore di una regione dell’Impero Inca.

Veramente didascalico: difficile perdersi qualcosa

 

Un gioco semplice ma con diverse meccaniche interessanti

Il gioco è semplice. Tocca solamente prendere un po’ di confidenza con i nomi e con l’ottica generale del gioco.
Tuttavia, all’interno trovate, oltre al regolamento, un foglietto illustrato che propone un esempio di ordine di turno.
Se ciò non bastasse, ogni giocatore ha a disposizione un cartoncino fronte-retro.
Da una parte sono riassunte le fasi di un turno, sul retro ogni azione è spiegata con tanto di immagine e freccia su dove porre i segnalini.
Sbagliarsi adesso diventa difficile.
Sarebbe tedioso spiegare azione per azione, anche perché il regolamento è visionabile alla pagine del progetto Kickstarter.
Ci soffermeremo cu concetti chiave e chicche.

Un esempio costruito ad hoc per spiegare come si connettono Città e Cloca. Il colore e forma del quadratino suo bordi indica come le carte si possono legare tra loro, come in un puzzle o, meglio, in un domino

Un esempio costruito ad hoc per spiegare come si connettono Città e Colca. Il colore e forma del quadratino suo bordi indica come le carte si possono legare tra loro, come in un puzzle o, meglio, in un domino

Obiettivi segreti

Uno dei punti di forza di Inca Empire – The Card Game è l’assegnazione di Obiettivi variabili e segreti.
Ogni giocatore ne riceve 5, ma solo tre di questi daranno punti a fine partita.
Un ulteriore elemento strategico, perché non  saprete dove i vostri avversari andranno a parare.
Neppure loro lo sanno, perché potrebbero cambiare idea nel corso del gioco.

Scegliete tre obiettivi segreti su cinque. Non

Scegliete tre obiettivi segreti su cinque. Non dovete scegliere subito

Elemento casualità contenuto

Probabilmente azzerato.
Questo avviene grazie a un sistema che a noi piace definire di “doppio draft”.
Il sistema di draft è ormai molto diffuso (proprio di recente ne abbiamo parlato in Draftosaurus).
Qui l’autore lo reinterpreta. Ogni giocatore i fatti dalle sue 5 o 6 carte ne sceglie due e le mette in una vetrina comune.
Dal primo giocatore ne sceglie uno fino ad arrivare all’ultimo giocatore, dopodiché si riparte dall’ultimo per arrivare al primo. In questo modo il problema dell’ordine di turno è ben gestito: il primo giocatore sceglie la prima e l’ultima carta e l’ultimo due di fila.

Le carte Accordo Commerciale e Forza Lavoro Addizionale permettono azioni bonus

Le carte Accordo Commerciale e Forza Lavoro Addizionale permettono azioni bonus

I segnalini Fama e Strada sono il motore del gioco

Per capire tutta la logica del gioco, bisogna partire dalla fine.
Nel calcolo del punteggio, Inca Empire – The Card Game vi premierà in base a quanti segnalini siete riusciti a spargere per l’Impero. Oltre ovviamente a 3 su 5 degli Obiettivi Segreti.
Ogni turno ne avrete 6 da spendere, come se fossero monete o punti azione, indipendente dall’uso come Strada o Fama. Ci sono poi altri bonus per spostare segnalini dalla Riserva (Supply) al Gruppo a Disposizione (Active Pool).
Le rimanenze dell’Era precedente passano a quella successiva, come da FAQ (domande chieste di frequente) sulla pagina di DPH Games.

Le carte Era e la tessera prima giocatore

Le carte Era e la tessera prima giocatore

Diverse azioni per ogni turno

Quando si costruiscono Città o Colca, devono essere connesse alla rete viaria precedentemente costruita.
Anche perché poi potrete potenziare solo quelle raggiunte da vostre strade.
Il costo in segnalini strada dipende dai numeri sul bordo della carta, lo stesso per i segnalini per reclamare la carta giocata.
Il regolamento ci tiene a far passare il concetto di come debbono essere disposte.
L’iconografia sulla carta stessa ammazza ogni dubbio rendendo, ancora una volta difficile, sbagliare.

Esempio di carta città. Il tabellone virtuale si sviluppa su tre colonne. Questa va nella colonna centrale (ha connessioni sia a destra che sinistra) e a sud di Cuzco (la freccia deve puntare verso Cuzco).

Esempio di carta città. Il tabellone virtuale si sviluppa su tre colonne. Questa va nella colonna centrale (ha connessioni sia a destra che sinistra) e a sud di Cuzco (la freccia deve puntare verso Cuzco).

Non solo un gioco di costruzione

Non è solo un sistema di costruzione Città e Colca, ma ci sono anche altre azioni.
Quella della costruzione dei Terrazzamenti (Terrace) è un po’ articolata.
In sostanza è un’azione per potenziare le Città e Colca reclamando risorse ed edifici.
Più interessante la carta Accordo Commerciale, da disporre fra due giocatori, rimanendo in gioco fino a fine turno. Questo tipo di carte, come anche Forza Lavoro Addizionale, permettono azioni extra o bonus.

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In conclusione

Inca Empire – The Card Game è un gioco di DPH Games che noi avevamo già adocchiato durante la campagna Kickstarter.
Presi i contatti con l’editore, grazie alla sua disponibilità nonostante i problemi logistici dovuti dalla pandemia e dalla distanza, siamo riusciti ad avere una copia.
Quello salta agli occhi è la volontà dell’autore di non essere frainteso e di mettere a disposizione un gioco chiaro.
Risultato secondo noi centrato.
Il comparto grafico poteva essere più dettagliato, con ad esempio la suddivisione delle Carte Era in colori diversi.
La grafica poi risulta un po’ “computer grafica Anni 90” alla Plumbs & Play.
Cesellature che non compromettono il gioco.
L’autore infatti è navigato e butta dentro il gioco meccaniche interessanti.
Ci riferiamo agli Obiettivi segreti e variabili e alla sua interpretazione del sistema del draft per distribuire le carte Era fra i giocatori.

Tutto chiaro in questa scheda fronte-retro

Tutto chiaro in questa scheda fronte-retro

Amanti di giochi strategici

Inca Empire – The Card Game ci ricorda un incrocio fra Targi e 7 Wonderssenza avere nessun elemento in comune con nessuno dei due.
Tuttavia la profondità strategica e la ricerca di bilanciamento cercato dall’autore ci permette di azzardare il paragone con queste pietre miliari dei giochi di carte.
La differenziazione degli edifici invece, che in questi due giochi era elevata (fin troppo in Targi?), non si vede in questo gioco della DPH Games. Il risultato è un gioco meno complesso e più accessibile al grande pubblico.
Poca l’interazione diretta, con giocatori che non si ostacolano tra loro vistosamente.
Coerente insomma con l’ambientazione, che vede i giocatori come funzionari dell’Impero e quindi uniti per il bene comune degli Inca.
Gli Accordi Commerciali forse aiutano a creare un legame fra i giocatori.
Il gioco al momento è solo in inglese e rimane un po’ di dipendenza della lingua nelle carte Obiettivo, Accordo Commerciale e Forza Lavoro Addizionale, che tuttavia può essere semplicemente risolta.

Questa è una Cloca di Montagna. Tramite un'azione potete occupare pesce o patate

Questa è una Colca di Montagna. Tramite un’azione potete occupare pesce o patate

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