Giocare nel Medioevo: un altro salto nella storia per Volpe Giocosa

Abbiamo da poco concluso la lettura di Giocare nel Medioevo e ci siamo confrontati. E’ un libro di Gian Carlo Ceccoli, edito da AIEP Editore.
Quella che noi abbiamo letto è la seconda edizione.

Tempo di lettura 4 minuti

Ormai è nota la nostra passione per il legame giochi da tavolo con la Storia.
Abbiamo iniziato dal libro di Bell, un pietra miliare sull’argomento. Non da meno il libro di Parlett, History of Board Games, che ci ha permesso di conoscere un’autorità del gioco da tavolo.
Questa passione ci ha poi portato a conoscere i ragazzi di History Games, di cui abbiamo ancora un gioco da presentare.
Il loro progetto è molto ambizioso e non possiamo che augurar loro il meglio e supportarli, nel nostro piccolo.
Oggi per l’appunto facciamo un salto nel Medioevo con questo libro di Ceccoli. Ci vediamo in qualche baratteria alle conclusioni.

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Un libro effettivamente sulla Storia

Il lavoro presentato in Giocare nel Medioevo si basa su tecniche storiografiche professionali.
All’interno del libro si trovano immagini dell’autore mentre compie ricerche nel territorio sammarinese, che è anche sede dell’editore.
Vengono riportati poi parte di documenti storici dell’epoca, in lingua originale, con riferimenti a fonti bibliografiche.
Da questo punto di vista, come in altre circostanze, una lettura anche per coloro che non sono appassionati di gioco da tavolo, ma magari lo sono di Storia.

Un libro strutturato in tre parti

Come dicevamo nel precedente paragrafo, siamo a un lavoro davvero ben strutturato.
Sebbene non esplicitamente dichiarato nel testo, ci piace suddividerlo per praticità in tre parti.
La prima, già anticipata, è quella storico-documentale. L’autore ci parla di San Marino e delle zone limitrofe e di come veniva gestito e regolamentato il gioco d’azzardo.
Un serie di capitoli interessanti, che ci danno un’immagine del gioco nel Medioevo.
C’è poi la seconda parte, manualistica, che descrive dozzine di giochi dell’epoca.

Un immagine tratta da Libro de los juegos di Alfonso X (credit: wikipedia)

Un immagine tratta da Libro de los juegos di Alfonso X (credit: wikipedia)

Il libro di Alfonso X

Uno dei libri più popolari sui giochi da tavolo è quello commissionato da Alfonso X, tra il 1262 e il 1283.
Parliamo de Libro de los juegosOvviamente un’opera famosissima fra coloro che si interessano dell’argomento.
Probabilmente la lettura dell’originale sarebbe ostica ai più. Qui l’autore ci fa il favore di declinarcelo e sintetizzarlo.
Dopo una descrizione dell’opera, ci illustra così i giochi descritti in maniera chiara e schematica.
Non mancano disegni a colori e schemi per agevolare la lettura.

Diversi collegamenti con altre riferimenti bibliografici

Il lavoro di Ceccoli non si ferma qui. Per ogni gioco che si rifà all’opera di Alfonso X, c’è un approfondimento che riporta varianti, con ricostruzioni delle regole, in uso nel Medioevo.
Per fare questo incrocia le fonti di diversi autori.
Se infatti il gioco dell’Azar, un gioco di dadi, è ben descritto nell’opera spagnola,  l’autore ritrova anche il gioco della Zara, derivato più diffuso in Italia
Un’attività sistematica quella di Ceccoli, che ordina tutti i giochi un po’ come nel Libro de los juegos.
Trovate tutto quanto ordinato a seconda sia un gioco di Dadi, Tavole o Scacchi.

Uno schema che si trova all'interno del libro per meglio capire un gioco

Uno schema che si trova all’interno del libro per meglio capire un gioco

Altri giochi

Se il materiale raccolto nelle sezione precedente compone buona parte del libro, non è l’unico accenno ai giochi del Medioevo.
Sono infatti proposti altri 9 giochi, che Alfonso X non riporta.
Erano comunque giochi arcinoti, magari giocati nel Nord Europa o all’Est.
Hanno pensato poi i flussi migratori e le vicende storiche a portarli per tutto il continente.
In modo analogo, se vogliamo, a quanto ha confermato il ritrovamento di Saqqara per i giochi di epoca egizia.
Proprio pochi giorni fa abbiamo accennato a La Volpe e le Oche, titolo assai moderno, completamente asimmetrico.
Ma in questa rassegna si trova anche Ludus Latruncolorum, che abbiamo già accennato per un suo parente stretto, e Tablut, su cui torneremo.

Il gioco contiene 6 tavolieri in carta plastificata per poter giocare ai giochi prospoti. L'autore ne ha costruiti alcuni in un modo molto curato

Il gioco contiene 6 tavolieri in carta plastificata per poter giocare ai giochi proposti. L’autore ne ha costruiti alcuni in un modo molto curato

Per ragazzi e amanti del fai da te c’è tutto quello che possono volere

Una prima parte storiografia, con molti elementi bibliografici in appendice per chi vuole approfondire.
Un Ceccoli in giacca e cravatta, insomma, che si sgancia qualche bottone nel centro del libro per mettersi comodo e spiegarci qualche gioco.
E verso la conclusione che esce la parte di appassionato di giochi dell’autore.
Ci presenta così l’Associazione Sammarinese Giochi Storici e parte delle ricostruzioni fatte, fisiche, dei giochi proposti.
In fondo al libro in un risvolto, di copertina, ci offre sei tavolieri in carta plastificata, comprensivi di pedine per poter provare i giochi proposti.
Insomma, non ci vengono proposti giochi “morti”, ma qualcosa che è ancora divertente ed attuale.
Una possibilità, già vista con Historygames.it, di rivivere la Storia.
In questo modo un argomento che è solo una disciplina, o rottura di scatole, scolastica, diventa qualcosa di estremamente attuale.

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In conclusione

Giocare nel Medioevo è un libro di Gian Carlo Ceccoli edito da AIEP Editore.
Qui trovate la scheda sul sito dell’editore.
Un libro che ci parla in del gioco da tavolo e delle pratiche ludiche dell’epoca.
L’autore fa un rigoroso lavoro storico, citando in modo preciso le fonti, soprattutto quando si parla del territorio sammarinese.

Numerosi gli schemi a colori per spiegare i giochi

Numerosi gli schemi a colori per spiegare i giochi

Non solo teoria, ma molta pratica

Siamo alla fine di fronte a un manuale, se si intende proprio il termine come opera che vuole insegnare qualcosa.
Sono davvero tanti i giochi proposti, con molte immagini ed esempi, cosicché i giochi possano essere riproposti senza possibilità di errore.
Alcuni sono già noti agli appassionati probabilmente, altri sono vere chicche.
Cho avrebbe pensato a tutte queste varianti degli Scacchi? Alcune talmente barocche che probabilmente giustificano il motivo perchè non si giocano così tanto.
Dama e Scacchi comunque coprono solo poche pagine del libro, che invece spazia a trecentosessanta gradi su tutto il panorama ludico medioevale.
E’ infatti Giocare nel Medioevo un libro adatto ad una larga fetta di pubblico.
Ci piace anche mettere nel novero bambini e ragazzi, le volpine giocose, che con forbici a punta arrotondata possono ritagliare il materiale allegato al libro e ricreare i giochi.
Quale soddisfazione maggiore riuscite ad immaginare?

 

 

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