Fuga dal Manicomio: 10 avventure che nascondono un segreto

Fuga dal Manicomio è una escape room da tavolo edita in Italia da dV Giochi.


Con questo titolo Volpe Giocosa esplora ancora questa meccanica.
Fuga dal Manicomio, a differenza di molti altri titoli, non si inserisce in una collana. E’ infatti un titolo a sé stante. Oppure è una serie in un’unica scatola?
Lo capiremo nell’articolo.
Chi vuole togliersi ora la camicia di forza, può andare alle conclusioni.

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Fuga dal Manicomio
dV Giochi

Da 1 a 6 giocatori. Età 12+

Durata: 1 ora a partita
Prezzo: 40 eur


Un bel box di peso

Suddiviso su due scatole

Come di consueto per questo genere, non abbonderemo con foto del contenuto.
Attenzione che una è coperta da spoiler.
Anche se molte non sono propriamente spoiler, magari volete avere la sorpresa nel frugare nella scatola.
Essendo avventure che non si possono ripetere, come tutte le escape room, vi rovineremo la sorpresa.
Vi diciamo solo che in realtà il gioco è formato da due scatole, tenute insieme da una copertina di cartone. Insomma, nello stesso modo in cui stanno insieme racconti divisi su più volumi.
E’ un ottimo sistema, dal momento che i materiali delle due scatole non hanno comunque bisogno di essere messi insieme.

Contenuto

All’interno della scatola trovate un sacco di roba. E’ buona prassi non toccare niente in questo tipo di giochi, senza che il regolamento ve lo consenta.
Un mazzone gigante con carte numerate a quattro cifre e un altro, più piccole a cifre rosse, saranno il motore del gioco.
Una piantina del manicomio sarà da mettere al centro del tavolo, ma la cosa che più attirerà la vostra attenzione sarà il gran numero di buste.
Sono buste chiuse, da aprire quando richiesto, raffiguranti generalmente porte.
Completa la dotazione il regolamento, i 3 libretti dei suggerimenti e una distinta dei pezzi, da non aprire, se non nel caso qualcosa non torni.
Non perdetevi il foglio segnapunti, che Volpe Giocosa non usa per non sciuparlo (se non in casi di forza maggiore)

La fuga del primo personaggio

La fuga del primo personaggio

Come si scappa da un manicomio?

Ambientazione

Il manicomio è abbastanza decrepito, a parte qualche congegno di sicurezza più hi-tech. L’atmosfera trasmessa dal gioco, anche per mezzo della grafica, è alquanto cupa ma non horror.
Fin dall’inizio capirete che c’è qualcosa che non va in questa casa di cura.
Nel gioco dovrete far scappare 10 personaggi, ognuno con la sua storia pregressa e con una sua motivazione che lo hanno fatto rinchiudere.
Al dispetto di molte escape room, dove l’ambientazione è un pretesto, in Fuga dal Manicomio c’è un’alta componente narrativa.
Anche le storie hanno una sorta di intreccio tra loro.
A qualcuno potrebbe ricordare, non per la trama ma per l’aria che tira, Shutter Island, film del 2010 con di Caprio.
Tra l’altro già tirato in ballo in Undo – il Tesoro Maya

Flusso di gioco

Beh, è una escape room. Va da sé che la scatola sia piena di indovinelli numerici.
Procedendo con ordine si parte dalla prima carta e, come in un librogame, si prendono dal mazzo le carte successive.
A volte siamo di fronte ad un bivio: si prende una scelta fra quelle proposte e, può succedere, di dover scartare una carta dal mazzo base per sostituirla con una di quelle a cifre rosse.
Comunque si entra in azione quando la carta non indica quale sia la successiva. A quel punto è richiesto di risolvere un enigma per trovare un codice a 4 cifre.
Il fatto che lo scopo sia trovare un numero, non significa che l’indovinello vi faccia sempre “giocare” con dei numeri per ottenerlo.
Spesso la risoluzione di un enigma è la condizione per aprire una porta, nel nostro caso una busta.
Carta dopo carta arriverete all’uscita del manicomio.

Materiale da scaricare

E’ difficile condividere qualcosa su questo gioco senza svelare qualcosa. dV Giochi mette a disposizione sia una photogallery, modesta per ovvie ragioni, e il regolamento.
Volpe Giocosa non ha aperto le immagini, per avere la sorpresa aperta la scatola. Addirittura le buste stesse sono state estratte dalla scatola di volta in volta all’abbisogna.

Il doppio del tempo... Tempi appena accennati per non rovinare il foglietto

Il doppio del tempo…
Tempi appena accennati per non rovinare il foglietto

Consigli sull’utilizzo

Difficoltà

Molti hanno trovato il livello di difficoltà degli enigmi medio-basso. Noi, sebbene ogni missione è pensata per durare un’ora, ci abbiamo messo anche due ore.
Nella prima sessione, che sia stata la pizza sullo stomaco? O forse la farinata? O la focaccia tipo Recco? O tutte e tre le cose?
A parte un errore del team, dove un numero lo ha trascritto male, gli indovinelli comunque ci hanno impegnato.
Anche le altre sessioni hanno avuto esiti altalenanti.
Forse il primo caso è un po’ introduttivo ed ogni missione ha una difficoltà diversa.
Inoltre, servono diversi tipi di “intelligenze” per uscire dal manicomio.

Uso dei suggerimenti

Nel caso vi intoppaste, è possibile usare i suggerimenti. Sono di tre livelli, dove il primo strizza l’occhio mentre l’ultima palesa la soluzione.
Sono meglio congegnati rispetto ad altre escape room da tavolo, perché sarete voi a interrogare il libretto quando ne avete bisogno.
Inoltre, i tre aiuti esistono per ogni caso.

Scalabilità

Altro punto molto discusso. La scatola suggerisce di coinvolgere da 1 a 6 giocatori, ma gli utenti di BGG sono lapidari: 2 è il numero perfetto.
Sebbene i giochi collaborativi, di per sé, non abbiano limitazioni, sconsigliamo l’uso in solitaria. In questo tipo di gioco è bello confrontarsi.
Ogni singolo enigma non ha molto materiale da maneggiare, però punti di vista diversi possono fare la differenza.
Il trucco è organizzarsi.
Se una persona si occupa delle carte, un’altra gli appunti e così via, allora si arriva secondo noi a 4 persone tutte occupate.

SPOILER: un team coeso

Meningi che fumano! Nemmeno alla ricerca di storia delle medie…

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Il giocatore Omega

Si parla molto nei giochi collaborativi della sindrome del giocatore alpha. E’ quella persona che si impone sul gruppo e pensa di sapere tutto, imponendo la sua personalità.
In questo caso noi consigliamo, soprattutto in un gruppetto numeroso, l’introduzione del giocatore Omega.
Come un master in una sessione di un gioco di ruolo, il suo compito sarà quello di coordinare la partita. Dando un’occhiata al giocatore escluso, potrà riportarlo al centro dell’arena chiedendo un suo parere o affidandogli un compito. Ottimo metodo anche per smorzare eventuali giocatori alfa.
Quando poi cala la tensione e ci si fa prendere dallo sconforto, può dettare il ritmo del ricorso agli aiuti.
Figura valida un po’ in tutti i collaborativi, sperimentata su Fuga dal Manicomio ha brillantemente risolto l’eventuale problema di scalabilità.

Retro della scatola

Retro della scatola

In conclusione

In sintesi

Fuga dal Manicomio è un prodotto di dv Giochi. Si  tratta di una escape room da tavolo che non fa parte di una serie, ma che è un prodotto singolo. Tuttavia, dal momento che si tratta di due belle scatole da 5 missioni ciascuna, si può dire faccia serie da sola.
Rispetto allo standard della tipologia, Fuga dal Manicomio sviluppa di più la parte narrativa. Potreste leggere anche 4-5 carte di fila senza dover fare niente, se non gustarvi il racconto.
All’interno delle quasi 30 di buste troverete sempre materiale diverso, che permette enigmi diversi da loro.
Alcuni si baseranno sulle classiche proprietà numeriche, spesso usate nelle escape room, altre saranno davvero innovativi.
Ottima la gestione dei suggerimenti, che possono essere dosati a piacere.
La rigiocabilità è quasi nulla, come tutte le scatole di questo tipo. Temevamo addirittura problemi già dalla seconda missione, dal momento che il gioco già nella prima aveva fatto aprire parecchia roba. Così non è stato.
Vi evitiamo la tiritera, per questa volta, sul basso rapporto costo/ore di divertimento.

A volte la community di BGG non la capiamo

BGG offre un voto medio di 6.5, votato però da meno di 100 persone. Ci sembra un giudizio un po’ severo della community, sebbene non è il primo che ci trovi in disaccordo.
Sebbene i voti siano pochi per rappresentare un campione valido, sembra che molti abbiano da ridire sulla qualità degli indovinelli.
A noi gli autori sono sembrati alquanto creativi, sfruttando diverso materiale e tecniche per ottenere le fatidiche quattro cifre.
Scavando un po’ si trova che alcuni membri si sono basati sulla versione demo, che forse non era all’altezza del prodotto finale.

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